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LA STORIA DELL’ABITO DA SPOSA

LA STORIA DELL’ABITO DA SPOSA

L’abito nuziale, oltre ad essere uno dei simboli principali del matrimonio, ha un significato, infatti rappresenta un sacramento. Racchiude in sé una scelta legata ad un momento molto profondo e soprattutto importante. L’abito da sposa simboleggia anche il desiderio di esprimere purezza, per questo lo si ritrae in color bianco, ed un tempo indicava la verginità.
Ma la storia dell’abito da sposa, a quando risale?
Chi lo ha inventato, in che periodo, e per quale occasione?

A raccontare degli abiti da sposa troviamo il Galateo, con le sue regole ben precise:
https://www.ilgiornoperfetto.it/cosa-dice-il-galateo-sulla-scelta-degli-abiti-da-sposa/, troviamo la moda, in continua evoluzione, le riviste, chi lavora nel settore degli atelier e dell’organizzazione dei matrimoni; ed ognuno di loro, ha un pensiero a sé.
E’ un  tema soggettivo? No. I gusti e le tipologie di preferenze di abiti possono esserlo.
Ma non possiamo cambiare e farci un’idea tutta nostra sulla sua storia!

Per questo oggi, mi sento di raccontarla, basandomi ovviamente su fonti certe. Niente è lasciato al caso.

Il primo abito da sposa

E’ nel Medioevo che il matrimonio diventa una cerimonia religiosa; ma il rituale nuziale in chiesa, sarebbe diventato obbligatorio solo dopo il 1563 col Concilio di Trento. A quei tempi il matrimonio era un contratto tra famiglie, uno scambio di privilegi e ricchezze che poco aveva a che fare con l’amore. L’abito da sposa era rosso che esprimeva amore ardente, e cucito con stoffe preziose, come velluti, broccati e damaschi.
In quei tempi, i colori delle stoffe e dei tessuti, significavano ricchezza.
Il primo vero abito da sposa bianco, la radice di quelli che abbiamo, vediamo e compriamo oggi, fu indossato dalla Principessa Filippa d’Inghilterra nel 1406, il giorno del suo matrimonio con Erik di Danimarca.
Il suo abito era composto da una tunica ed un mantello di seta con bordi di pelle.
Prima di vedere un altro abito bianco passarono ben 400 anni. Infatti, solo nell’800 fu indossato il secondo abito bianco della storia, dalla Regina Vittoria d’Inghilterra, per la quale fu realizzato un capolavoro dai tessuti inglesi.

L’abito da sposa nelle diverse epoche

Come abbiamo visto, i primi abiti da sposa, risalgono al Medioevo, anche se totalmente diversi da quelli di oggi, in forme e colorazioni. Con il passare del tempo, le colorazioni si avvicinano sempre più a colori pastello, meno forti.
Nel periodo della Belle Epoque invece, ci fu una vera e propria svolta, infatti, la foggia più in voga per i vestiti delle donne è quella che viene chiamata ad S, per richiamare le forme del corpo femminile (seno e glutei), strettissimi su tali punti. Vi ricordate i famosi corsetti che toglievano il respiro da quanto segnavano la vita? Ecco, questo è il periodo storico in cui nascono! Nella Belle Epoque i tessuti sono ancora più pregiati, raffinati, ricchi di dettagli.
Solo negli anni 20 gli abiti da sposa iniziano ad avere lunghezze diverse, ovvero più corte. Niente più costrizioni per le donne, volevano sentirsi libere, emancipate, con cappelli da capogiro che erano il vero must di quegli anni.
Negli anni 30, iniziarono i primi giochi con il tessuto, il drappeggio, che donava una grazia ed eleganza unica alla donna. Negli anni 40 (periodo della seconda guerra mondiale), la Schiaparelli, pensò bene di aggiungere le spalline alle giacche, creando consecutivamente la silhouette a grattacielo. Così le spalline erano presenti anche nell’abito da sposa della futura Regina Elisabetta II che convolò a nozze nel 1947, poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, con Filippo. Un abito in seta color avorio, accompagnato da uno strascico di quasi 5 metri e decorato con perle, strass, e fiori a forma di stella. Un’ esplosione di innovazione per quell’epoca.
Gli anni 50 furono dominati dal celebre stilista Dior, il quale volle abiti per esaltare le forme sinuose, creando l’abito a corolla (ovvero con punto vinta in risalto e gonna ampia).
Una parola basta per racchiudere gli anni 60: rivoluzione. Grazie a Mary Quant, la quale diede vita a colorate mise e in minigonna, anche il giorno del matrimonio.
L’abito da sposa degli anni ’70 è un vestito leggero e libero pure nella scollatura. Accompagnato dal cappello bianco, a larga tesa, che da quel momento, diventerà “di tendenza” per le spose.
Negli anni 80, ritorna il volume negli abiti da sposa. Basta vedere l’abito di Diana Spencer, in avorio, e con maniche a sbuffo, tornate di moda nella scorda collezione di abiti da sposa!

Che dire, la moda va e ritorna, non c’è mai qualcosa di out. Per questo quando accompagno le mie sposa alla ricerca dell’abito perfetto, non dico loro di basarsi sulle collezioni recenti, ma di basarsi solamente ed esclusivamente sulle emozioni provate con addosso quell’abito.

https://www.iodonna.it/attualita/costume-e-societa/2018/10/01/labito-da-sposa-da-variopinto-a-bianco-a-cambiargli-colore-fu-la-regina-vittoria/ in allegato qualche paragrafo di ciò che vi ho raccontato.

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